venerdì 7 novembre 2014

COSA VOGLIAMO

Nel corso di questi anni, in Sicilia, enti locali, aziende sanitarie e ospedaliere, enti pararegionali e la stessa Regione siciliana hanno coperto tutti i posti liberi, vacanti e disponibili, ricorrendo a personale non di ruolo: noi, i “precari”!

Si è così creata una condizione paradossale, vale a dire di “precarietà strutturale” - un'evidente contraddizione – in cui ciò che dovrebbe essere eccezionale (l'uso di personale a tempo) è diventata la regola, fissata in una serie di leggi e in numerose circolari della Regione siciliana.

Si dà il caso, però, che questa “regola” non sia conforme al diritto dell'Unione Europea e, in specie, alla direttiva n. 1999/70.

Infatti, questa direttiva comporta l'obbligo di trasformare il rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, nel caso in cui lo stesso si protragga per più di 36 mesi.

È PROPRIO QUESTO QUELLO CHE NOI VOGLIAMO: LA TRASFORMAZIONE DEL NOSTRO RAPPORTO DI LAVORO DA TEMPO DETERMINATO A TEMPO INDETERMINATO

Probabilmente, molti Soloni vi diranno che, nel pubblico impiego, questa regola non si applica, che la conversione del rapporto di lavoro, da tempo determinato a tempo indeterminato, è impossibile.


MA, COME SUOLE DIRSI: UNA COSA È IMPOSSIBILE FINO A QUANDO NON ARRIVA UNO CHE NON LO SA E LA FA.  

2 commenti:

  1. A seguito dell'intervento politico del Presidente del Friuli Venezia Giulia Deborah Serracchiani, che ha fatto sì che il Governo Renzi non impugnasse davanti alla Corte costituzionale la potestà legislativa della Regione in materia di Comparto unico del pubblico impiego regionale e locale, i dipendenti pubblici precari in possesso dei requisiti di 36 mesi di contratto a tempo determinato stipulato con un Ente pubblico del Comparto, saranno stabilizzati dal 1 gennaio 2015. Ovviamente stiamo parlando del Governo del Friuli dove le leggi si fanno e soprattutto si applicano. La stabilizzazione prevede solo la graduatoria, applicando l'articolo 1 comma 529 della Legge 27 dicembre 2013 n.147 ai dipendenti pubblici precari che possiedono i requisiti di 36 mesi negli Enti Locali ed Istituzionali della Regione negli ultimi 5 anni. A questo punto mi domando se i dipendenti pubblici precari degli Enti Locali ed Istituzionali della Regione Siciliana siano forse figli di un Dio minore? Forse il Governo Crocetta sui precari della Regione Siciliana non vuole intervenire come ha fatto la sua collega Serracchiani? È tutto un gioco politico?
    Chiedo di sapere se la stessa norma può essere applicata per i precari del pubblico impiego siciliani.

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  2. Come da Lei correttamente rilevato, per la soluzione ipotizzata sarebbe necessario un intervento legislativo. Ritengo che l'avvio di un'azione per la violazione della normativa comunitaria determinata dalle leggi vigenti in Sicilia in materia di precariato potrebbe costituire un'ottima arma di pressione per indurre il Legislatore a provvedere.

    Pier Carmelo Russo

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